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giovedì 25 febbraio 2016
mercoledì 24 febbraio 2016
sabato 25 aprile 2015
REPORT - ARS HILLMANIANA - IL SOGNO E IL MONDO INFERO
LABORATORIO DELL'IMMAGINALE
IL SOGNO E IL MONDO INFERO
CATANIA 27/28 MARZO 2015
Il 27 e il
28 marzo del 2015, nella suggestiva sala del Boggio Lera, tra blocchi di tufo e volte
bizantine, la terza edizione del laboratorio di Ars Hillmaniana, realizzato e condotto da Riccardo Mondo, ha reso omaggio a James Hillman attraverso la lettura critico-immaginale di uno dei
testi più complessi e provocatori che il maestro della psicologia archetipica
ha scritto.
Il sogno e il mondo Infero.
Sovvertendo
le teorie psicoanalitiche classiche sulla considerazione del sogno nel processo
analitico, lo scritto conduce il lettore nel mondo di Ade in un viaggio nei
meandri oscuri ed invisibili del Mondo Infero , nell’incontro con miti della
morte e miti decaduti alla morte.
La cornice
musicale del flauto iniziale, evocatore di antiche storie, l’intermezzo
del didgeridoo, strumento tribale di
riti maori, animati da Stefano Spoto
accompagnano l’entrata in Ade scandita
da un frammento esperienziale di arte terapia dove, la conduzione di Cinzia Favara, sollecita il
manifestarsi del nero dal bianco per
rin-tracciare immagini recondite che svelino, nel qui-ed-ora dell’immanenza,
l’emozione fuggitiva dell’invisibile indefinito.
L’intimità del sogno personale
chiude ed apre ogni incontro in una condivisione di senso allargata che
accomuna il gruppo, dipana fili, intreccia legami nella delicata regia di Alda Marini nella proposta dell’Immaginal Dreaming Matrix.
( foto di Claudio Floresta )
Così le giornate di Ars Hillmaniana giungono al termine del loro svolgimento e la visione del corto di Marisa Capace altera il reale e, in una
repentina inversione temporo-spaziale,
il diurno e il notturno si intersecano e si inter-scambiano lasciando,
dentro ognuno dei partecipanti, una tenera inquietudine nel sogghigno di Ade e
nel sorriso di Hillman, sullo sfondo.
Rosa Ingrassia
venerdì 3 aprile 2015
domenica 11 gennaio 2015
CONVEGNO RIVISTA ENKELADOS CATANIA 24 GENNAIO ORE 9,00
L'ABBRACCIO DI ENKELADOS
PROLEGOMENI SULLE POLARITA' DEL VIVERE
CAPPELLA BONAJUTO , VIA BONAJUTO - CATANIA
Ubicazione:
Catania CT, Italia
lunedì 22 settembre 2014
Dialoghi con l'anima. Sopralluoghi negli itinerari della cura analitica - 27\ 09 \ 2014 - Padova
Ispirandosi al testo di Riccardo Mondo
Nei luoghi del fare anima
Carlo Melodia -Padova
Riccardo Mondo - Catania
Claudio Widmann - Ravenna
Psicologi analisti junghiani IAAP - CIPA,
27 settembre 2014, alle ore 17.00 presso la
Sala del Romanino ai Musei Eremitani di Padova
ingresso libero
vedi locandina Dialoghi con l'Anima
vedi intervista a Carlo Melodia
mercoledì 10 settembre 2014
PRESENTAZIONE NEI LUOGHI DEL FARE ANIMA - CIPA ISTITUTO DI MILANO
Dialoga con l'autore
Silvana Nicolosi, analista CIPA
Presenta
Enrico Ferrari, analista CIPA
via Donizetti 1\A Milano
venerdì 11 ottobre 2013
PRESENTAZIONE NEI LUOGHI DEL FARE ANIMA - CIPA ISTITUTO DI ROMA -
ANGOLO DEI LIBRI
Riccardo Mondo, Nei luoghi del fare anima,
Presentano: Bianca Gallerano e Franco Livorsi
Coordina l’incontro: Antonella Adorisio
mercoledì 13 febbraio 2013
Nei luoghi del fare anima, di Riccardo Mondo, ed. Magi
7 FEBBRAIO 2013
tags: Enzo Guzzo, Franco La Rosa, Gianni Nanfa,Mario Tambone Reyes, Nei luoghi del fare anima,Riccardo Mondo, Romina Copernico, Sandro Dieli
by samina
Cosa accade nella stanza dell’analista è un mistero, nell’accezione più letterale della parola: dal tema my-, chiudere gli occhi, la bocca, le ferite.
Una straordinaria alchimia avviene, ed è l’inesprimibile. Solo la Poesia, le Muse, i canti dello Spirito possono accedere a quello spazio non spazio e a quel tempo non tempo, come in questo brano della Chandogya Upanishad:”In questa città del Bráhman <che è il corpo> un sottile loto forma una dimora, dentro la quale vi è un piccolo spazio. Bisogna ricercare ciò che vi è dentro questo spazio, bisogna desiderare di conoscerlo.
E se qualcuno domanda: ‘In questa città del Bráhman un piccolo loto forma una dimora nella quale vi è un piccolo spazio; che cosa essa racchiude che sia necessario ricercare, che occorra desiderare di conoscere?’.
Bisogna rispondere: ‘Questo spazio che si trova all’interno del cuore è altrettanto vasto quanto lo spazio che abbraccia il nostro sguardo. L’uno e l’altro, il cielo e la terra, vi sono riuniti; il fuoco e l’aria, il Sole e la Luna, la folgore e le costellazioni, e tutto ciò che appartiene a ciascuno di loro in questo mondo e ciò che loro non appartiene, tutto ciò vi è riunito’. (Chandogya Upanishad, 8, I, 1-3)
Una straordinaria alchimia avviene, ed è l’inesprimibile. Solo la Poesia, le Muse, i canti dello Spirito possono accedere a quello spazio non spazio e a quel tempo non tempo, come in questo brano della Chandogya Upanishad:”In questa città del Bráhman <che è il corpo> un sottile loto forma una dimora, dentro la quale vi è un piccolo spazio. Bisogna ricercare ciò che vi è dentro questo spazio, bisogna desiderare di conoscerlo.
E se qualcuno domanda: ‘In questa città del Bráhman un piccolo loto forma una dimora nella quale vi è un piccolo spazio; che cosa essa racchiude che sia necessario ricercare, che occorra desiderare di conoscere?’.
Bisogna rispondere: ‘Questo spazio che si trova all’interno del cuore è altrettanto vasto quanto lo spazio che abbraccia il nostro sguardo. L’uno e l’altro, il cielo e la terra, vi sono riuniti; il fuoco e l’aria, il Sole e la Luna, la folgore e le costellazioni, e tutto ciò che appartiene a ciascuno di loro in questo mondo e ciò che loro non appartiene, tutto ciò vi è riunito’. (Chandogya Upanishad, 8, I, 1-3)
Riccardo Mondo, da analista junghiano, racconta se stesso in quella “stanza”, in quello spazio all’interno del cuore in cui sono riuniti Cielo e Terra, Sole e Luna, folgore e costellazioni.
Nella bella cornice del baglio Danilo Dolci luce, calore, voce, canto, musica saranno un solo intreccio.
Nella bella cornice del baglio Danilo Dolci luce, calore, voce, canto, musica saranno un solo intreccio.
Ho finito poco fa di leggere questo libro e ho deciso di scriverne subito, per non disperdere le prime impressioni.
Come sempre nei libri, a parlare per prima è la copertina, su cui è riprodotto un dipinto della pittrice surrealista Remedios Varo, “Cosmic Energy”. Una stanza vuota, fatiscente, si anima a partire da uno sguardo condiviso – e la vita irrompe e, diremmo, si riprende la stanza.
A sottolineare l’irruzione, il titolo: Nei luoghi del fare anima, dello stesso bel colore arancio delle mani dei due protagonisti, che sfiorano corde diverse ma ugualmente vibranti; e il nome dell’autore, Riccardo Mondo, che fluisce in questo incantamento – un analista Mondo perché puro, Mondo intrecciato con l’anima e Mondo come intermediario con una dimensione ultraterrena, profonda, misteriosa e misterica!
Giro il libro e leggo una citazione di Hillman: Anima, più che una sostanza, è una prospettiva, più che una cosa in sé, è una visuale sulle cose. E’ bianca su un blu che ricorda il cielo poco prima dell’alba, e per me che sono astigmatica e di questo mio sguardo che non vede il punto sono orgogliosa, più che una scritta sembra un disegno di stelle. La dedica, poi, mi conquista: A tutti coloro che hanno provato, tramite la cura analitica, a dare un nuovo orientamento alla propria vita: sì, sento che mi piacerà, e mi dispongo a leggerlo dopo aver creato un angolino caldo e accogliente per me.
Senza poesia non esiste cura, scrive l’Autore già nelle prime righe di un ringraziamento: e i titoli dei capitoli sembrano versi poetici e direzioni di quello spazio della cura che introducono – trascrivo i primi:
Luce alla finestra
Setting
Cura
Invisibile Hestia
Poltrona oscillante
Setting
Cura
Invisibile Hestia
Poltrona oscillante
Lo Spazio della Cura è veramente uno spazio ecologico in un senso diverso da quello corrente della parola ma a mio avviso molto più efficace – uno spazio in cui l’oikos è ambiente e nello stesso tempo dimora interiore, e non di uno solo ma di entrambi i protagonisti della coppia terapeutica: uno spazio alchemico di trasformazione.
Cosa accade in quello spazio, in quel tempo altro, e quanto coraggio è necessario avere per affrontarlo, sia come terapeuta che come paziente? Quanto bisogna essere pazienti, quanto bisogna sopportare, quanto sarà lungo questo viaggio?
Quanto bisognerà attendere per scoprire che non esiste un quanto? E che non ci sono risposte ma soltanto il fare, il fare anima che è certamente poesia. Non si può spiegare, ma raccontare sì, a partire da un momento “qualsiasi”, quello presente, dall’ampia e luminosa finestra della stanza di terapia e dalle gocce di pioggia che in un normale giorno di settembre ne rigano il vetro.
Il tempo dell’inizio di questa poetica narrazione è l’autunno: le foglie diventano arancio come gatto e violino e mani e avambracci della copertina; la terra si inumidisce di pioggia per consentire la trasformazione. Una pioggia che è come il pianto silenzioso di Angela, controcanto dissonante rispetto alle sue parole, all’atteggiamento, all’espressione persino sorridente, alla postura.
C’è un tempo dell’inizio ma non un tempo della fine, nel libro di Riccardo Mondo: c’è forse una fine al divieni te stessoindividuativo?
giovedì 13 settembre 2012
Nei luoghi del fare anima.Dimensione immaginale del processo terapeutico
Anima, più che una sostanza, è una prospettiva,
più che una cosa in sé, è una visuale sulle cose.
J. Hillman
| Di Riccardo Mondo Magi Edizioni, 2012 |
«Cosa accade nella mente dell’analista quando l’incontro con l’altro, dopo tanti anni di esperienza clinica, diventa uno degli ingredienti fondamentali del fare terapeutico?», si interroga Magda Di Renzo nella presentazione del volume. «Quale luogo abitano, in quella stessa stanza, le teorie che hanno fondato la sua dimensione terapeutica e che hanno dato vita alle suefantasie sul paziente e sulla cura?
Qual è allora l’atteggiamento che l’analista può assumere per fare in modo che il bagaglio di conoscenze accumulate non diventi solo una griglia per codificare adeguatamente il comportamento dell’altro ma si presentifichi ogni volta come una nuova fonte cui attingere per trovare le immagini che connotino il processo terapeutico in atto?
Se conveniamo con Jung sulla considerazione che non si può esercitare influenza se non si è suscettibili all’influenza dell’altro, non possiamo pensare che sia solo la rigorosità del setting a garantire la proficuità del nostro operato né possiamo argomentare che una maggiore conoscenza,ipso facto, consenta più facilmente all’altro di affidarsi al percorso che gli proponiamo. Perché un processo sia vivo è necessario, piuttosto, che l’analista si lasci continuamente influenzare dai racconti e dalle immagini che l’altro porta, entrando in quel processo alchemico che trasformerà, alla fine del percorso, la materia di entrambi i partecipanti».
Il video di Marisa Capace:
Marisa Capace , utilizzando frammenti del testo e originali immagini, crea un video dal libro dello psicologo analista Riccardo Mondo.
Il libro è dedicato a James Hillman con cui Riccardo Mondo ha collaborato ed applica i principi hillmaniani alla stanza dell’analisi.Qui riflessioni sui principi della cura e sulle potenzialità della psicologia archetipica hanno come scenario la stanza dell’analisi, dove ogni elemento presente diviene ” un luogo del fare anima”. Lo stile linguistico utilizzato è diretto , narrativo, cerca di rappresentare la mente immaginale del terapeuta che opera con l’Altro nella relazione di cura.
giovedì 26 gennaio 2012
mercoledì 12 ottobre 2011
sabato 15 ottobre 2005
CONVEGNO - SIRACUSA - CARO HILLMAN... OLTRE FREUD E JUNG
Caro
Hillman... oltre Freud e Jung
Venticinque scambi epistolari con J.Hillman
padre della Psicologia Archetipica
venerdì 14 ottobre
2005 -
Ex Convento del Ritiro, Via Mirabella 29-31,Siracusa - H.17.00
PROGRAMMA
Dott. Fulvio Giardina
Presidente Ordine degli Psicologi
della Regione Siciliana
saluti
Prof.ssa Lucia Arsì
Presidente Centro Culturale
Epicarmo
Prolusione
Dott. Luigi Turinese
Medico,Psicologo analista, membro
ordinario dell'AIPA, saggista( Roma)
...ma é necessario separarsi?
Dott. Riccardo Mondo
Psicoterapeuta, psicologo
analista, membro ordinario dell'AIPA, saggista ( Catania)
...la separazione é una cura
E' presente il Maestro Manlio Sgalambro, filosofo
Rita Abela, attrice
...voce poetante
Interventi
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Intervista a Lucia Arsì,presidente del Centro Culturale
Epicarmo, su J.Hillman
Venerdì 14 ottobre alle ore 17.00 nel salone dell’ex
Convento del Ritiro, il Centro Culturale Epicarmo parlerà di Hillman, padre
della Psicologia Archetipica. Alla prof. Lucia Arsì chiediamo una riflessione
sul filosofo J.Hillman.
- Noi del Centro Epicarmo sostiamo su Hillman perché
riteniamo che sia la voce più autorevole della contemporaneità e sappia dare
chiarezza agli intrighi esistenziali.
D: Quale il “Pensiero” di J.Hillman?
-E’ un pensiero “distorto” rispetto alla matrice junghiana
ed è un Pensiero del cuore e dell’Immaginazione. Il pensiero forte, lineare,
cartesiano, tirannico, non convince più; siamo sazi di guerra, di violenza,
di soprusi; siamo stanchi di adorare il dio della reificazione. Il filosofo,
sulla scia vichiana degli Universali fantastici e tornando ad Agostino,
suggerisce il Pensiero Immaginale, quell’immagine nucleare, fondante,
primaria che l’Intelligenza attiva fomenta grazie al concorso della
Volontà,della Intelligenza critica e dell’Amore. E sono quelle Immagini
primarie che la mente poetante dei Greci hanno personizzato nei Miti.
D: Ogni mito rappresenta l’origine?
- Ogni mito o variante del mito, a chi sappia
deletteralizzare, suggerisce la chiave di lettura della realtà psichica.
D: Quale mito è rappresentativo dell’Oggi?
- Il mito del forzuto Ercole, dell’Io tirannico e
irrispettoso della pluralità, è in declino.Il mito di oggi è altro. Gli
invisibili che agiscono, oggi, sono Marte e Afrodite,il fascino della guerra
che può essere sedata solamente da immagini belle(Afrodite).Bellezza e
giustizia possono salvarci.
D:Il globale, il gigantesco, piace a Hillman?
- I titani furono annientati da Zeus perché osteggiavano
l’ordine, il Kosmos. E Kosmos significa ordine, misura. Solo il “piccolo” è
bello, perché è a misura d’uomo. La convivenza è Rispetto dell’altro,
conoscenza dell’anima dell’altro, e l’anima è l’intima natura eco-psichica
dell’uomo sulla terra.
D: Hillman è un patriarca?
- No, Hillman non accetta la coscienza egoica, al
maschile; la coscienza é bisessuale, ermafrodita, coscienza completa
del femminile, la sola che permette di guardare oltre il visibile, nella
direzione inferiore,fisica,mariana,verso thanatos, che rappresenta il limite,
la fine, per poi tornare. Le“persone” di Alcesti, Antigone, di Psiche
disvelano questo processo coscienziale.Ma chi se non la madre avverte la Vita
che è inizio e fine, nel momento in cui dà inizio ad una vita che sicuramente
finirà?
D: il filosofo Hillman come pensa la città?
- Una città bella e giusta e quindi ordinata, sensibile
alla Memoria storica, che sa indicare il Popolo che abita la psiche
cittadina(violenza,amore,paura, vergogna, gioia); una città vera deve
appellarsi a sofrosyne per l’equilibrio dei ruoli, a Hestia che salvaguardi
il comune, che è il centro di ogni luogo mentale e fisico, e rigettare
nichilismo e narcisismi.
D:Condivide il politeismo di Hillman?
- Hillman è un politeista dal punto di vista psicologico e
non teologico e questo lo condivido.
D: Il filosofo Manlio Sgalambro è presente nel saggio Caro
Hillman…
-Il Maestro, nel saggio “Caro Hillman…”,in cui 25
Intelligenze Italiane hanno condiviso o rigettato idee di Hillman,
riflettendo sull’uomo nella contemporaneità, ha inserito una Poesia “sul
Vecchio” e Hillman ha così risposto:la vita non sottoposta ad esame è proprio
quella che è degna di essere vissuta e Lei ha convalidato il mio pensiero
scrivendo:la bellezza del vivere per nessuno scopo, del vivere per vivere.
Posso incontrarla un giorno nel suo caffè preferito?
Quanta bellezza nelle parole di Entrambi!
D: Il saggio “caro Hillman… è curato da due analisti?
- Si, due insigni professionisti della psiche: il dott.
Luigi Turinese, romano, e il dott. Riccardo Mondo, catanese, che hanno saputo
tessere una fitta ragnatela epistolare, di amicizia e di incontro(hanno presentato
Hillman al Monastero dei Benedettini,Università di Catania, facoltà di
lettere e filosofia,nell’ottobre del 2001, dibattendo il tema : Lo psicologo
come protagonista nei processi di trasformazione culturale). L’obiettivo dei
due saggisti è quello di dare un contributo alla psicologia, partendo
dall'Idea di un saggio pluralista”. Una immagine incarnatasi nella
molteplicità.
D: Un augurio: In bocca al…
-
Ai daimones, per rimanere in tema,oppure “Ad afannes…,per dire come Epicarmo.
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