mercoledì 29 ottobre 2008

IL DOLORE, REALTA' UMANA. CENTRO CULTURALE EPICARMO SIRACUSA - 29 OTTOBRE 2008





    PALAZZO DEL SENATO SIRACUSA

                                  INTERVENTI

           Lucia Arsì, Simona Lo Iacono, Maria Teresa Asaro,
           Riccardo Mondo, Lidia Pizzo, Dora Peluso.
















        VEDI CENTRO CULTURALE EPICARMO SIRACUSA

sabato 4 ottobre 2008

Mitologie della psiche. L'apparizione di Afrodite. Riccardo Mondo e Luigi Turinese conversano con James Hillman


Venerdì 3 ottobre 2008 – ore 17,00


Mitologie della Psiche :Apparizioni di Afrodite
Riccardo Mondo e Luigi Turinese conversano con James Hillman sul suo ultimo libro La giustizia di Afrodite (ed. La Conchiglia)

Mitologie della Psiche
Interventi di: Giuseppe Castagnola, Giusi Polizzi, Salvatore Pollicina, Antonella Russo

Il dvd Immagini di Afrodite è di Gianna Tarantino
Ingresso libero
Palazzo Duchi di Santo Stefano
Fondazione Mazzullo
Vico De Spuches, 1
Taormina (ME)il logo dell'Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipicalogo taormina
Per informazioni:Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica
Segreteria organizzativa: Marica Longo, Fiorella Nozzetti






Incontro con James Hillman. Taormina, 3 ottobre 2008

L'intervento di A.Russo


commento di
Antonella Russo







Il convegno di Taormina, organizzato dall’ Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica di Catania, si è svolto nel giorno di Venere, è stato un caso? Forse, ma un caso sincronico.
J.Hillman e R.MondoNel giorno a lei dedicatole, il venerdì, Afrodite si è manifestata ancora una volta in tutta la sua possanza.
L’occasione si è avuta grazie alla presenza di un profondo cultore della potenza del mito, lui stesso ormai mito di quella psicologia che dei sommovimenti dell’anima si occupa; stiamo riferendoci a James Hillman e alla Psicologia Archetipica.
Gli officianti del rito sono stati i saggi Turinese e Mondo, aiutati dai discepoli Castagnola, Pollicina, Russo e Polizzi.
L'intervento di G.Castagnola
L'intervento di G.Polizzi








Non sorrida il lettore del carattere recitativo, ma sento che in questa occasione non è fuori luogo.
I convegni sono in fondo novelli luoghi sociali che servono il rito di iniziazione.
“Ogni iniziazione è una introduzione sulla via che lega il mondo manifesto a quello dei suoi archetipi. Il mito è la storia che rende conto della via degli archetipi” ( Il simbolismo del corpo umano , A. De Souzenelle, Servitium 2007).
L.Turinese, James Hillman e R.Mondo a Taormina
Al Convegno sono intervenuti numerosi. Tutti si sono accorti della dea, tutti sono stati colti da entusiasmo portandosi via un po’ del mito che quel rito evocava.
Afrodite, dalle armoniose membra, antonomasia di bellezza, nella Tradizione è una divinità alchemica venerata dai cercatori della pietra filosofale che le riconoscevano un carattere pangenico.
A differenza delle altre dee che presiedevano alcune delle umane faccende, i greci identificarono in Afrodite un aspetto del femminile che sfuggendo a ogni definizione fosse comunque sempre presente.
Non esiste infatti trasformazione senza che ci sia “energia operandi”. La mutazione dell’ordine delle cose avviene sempre per una attrazione.
L’attrazione afroditica non è morale, non ricerca necessariamente il giusto ordine o quello che l’animo umano considera giusto, presiede però la trasformazione.
La dea non è mai giusta, la sua è una giustizia che sfugge e travalica le umane previsioni, Afrodite addensa un aspetto oscuro dell’agire umano: i “colpi di testa”.
La giustizia di Afrodite non si accorda, sguscia è impulsiva. Magnifica e terribile pone ai mortali enormi dilemmi etici.
Giusto è ciò che persegue il bene? Se un dubbio si affaccia alla sicurezza della vostra risposta forse è Afrodite che si affaccia alla vostra coscienza.
Afrodite è una dea alchemica, entra quindi potentemente in tutte quelle forme di conoscenza che implicano l’unione degli opposti. Essa stessa agita nell’animo mortale tormento e stimola decisioni difficili che non sempre sembrano convenienti agli umani.
Il suo compagno spesso è Ares, dio della guerra.
Entrambi sono figure di un archetipo più vasto, legato allo
sconvolgimento di un ordine implicato.
Afrodite non è buona né caritatevole; non interviene per appianare
i dissapori ma per esasperare gli impulsi.
Afrodite non è una dea giusta, la sua giustizia non è equa. Non rende quasi mai felici e dalle scelte dettate dalla dea quasi mai ne viene un bene apparente.
Dicevamo che Afrodite partecipa alla conoscenza profonda, spinge verso la ricerca per la conquista di territori dell’anima che altrimenti sarebbero rimasti ordinari nel livello dell’inconscio.
Incarnando la bellezza, facilmente cattura i sensi, ma è stolto colui che lascia che la stimolazione dei sensi, che il mondo delle illusioni sensibili, determini il suo agire. Le conseguenze, lo sappiamo, sono terrifiche.
Siamo inclini a collocare la potenza di Afrodite nella età della giovinezza. Hillman però le dedica un saggio nella età della vecchiezza.
Perché?
Perché la dea sceglie di ispirare un uomo non più giovane per dettargli della sua giustizia?
L’archetipo si palesa solo quando il recipiente è in grado di contenerlo.
Sembra quindi che il giusto tempo, il Kairòs, sia giunto al Nostro, che ci restituisce un ispirato saggio denso di suggestioni: come sempre.

Antonella Russo


La locandina del convegno scaricabile in pdf:

file: MITOLOGIE (2).pdf 
Categoria: Congressi
download: 336
Le immagini del Convegno:
Taormina 3.10.08
R.Mondo
J.HHillman a Taormina 3.10.08J.H. a Taormina 3.10.08J.Hillman a Taormina 3.10.08Turinese e Hillman: profiliJames Hillman a Taormina firma autografi

sabato 15 marzo 2008

Convegno : L’Amicizia Spirituale


Grazia MarchianòI doni dell’amico invisibile: frammenti di un carteggio
Introduce: Rossella Jannello
Ore 11,30 – 13,00

Ricordo di Elémire Zolla

Luigi Turinese: Note su Il conoscitore di segreti di Zolla-Marchianò
Introduce: Carmelo Guardo
Modera: Riccardo Mondo
Interverrà: Franco Battiato
Ingresso libero
Sarà rilasciato attestato di partecipazione
Auditorium Convitto Cutelli
Via Vittorio Emanuele, 56
Catania
Per informazioni: 3497042484
Relatori:
Carmelo Guardo: Medico, Scrittore
Rossella Jannello: Giornalista, Counsellor, Tarologa
Grazia Marchianò: Libero Docente di Estetica e Filosofie Orientali
Riccardo Mondo: Psicologo Analista AIPA, Presidente Crocevia
Luigi Turinese: Medico Omeopata, Psicologo AnalistaAIPA, Presidente IMPA

Segreteria organizzativa:
Raffaella Maria Bonforte, Gabriella Toscano

Le immagini del Convegno:







“Il sito dedicato a E.Zolla”:http://www.elemirezolla.net/ curato da Grazia Marchianò



sabato 22 settembre 2007

Seminario: "L'attualità della Psicologia Archetipica"


Programma:
Lettura della prolusione (in)augurale di James Hillman

Interventi di:

Riccardo Mondo e Luigi Turinese

Presentazione delle attività programmate dall’Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica e dall’Associazione Crocevia per l’anno 2007/2008:

Laboratorio teorico-clinico di supervisione permanente di Psicologia Archetipica condotto da Riccardo Mondo e Luigi Turinese

Seminari teorico-clinici “Alchimia della relazione terapeutica”

Seminari sul tema “Dell’amicizia e dei suoi turbamenti”

Presso sede Associazione, via Morosoli n. 4, Catania

Per informazioni: dott.ssa Raffaella Bonforte 3492250017

domenica 25 febbraio 2007

Intervista di Rossella Jannello a Riccardo Mondo

I barbari sintomo della malattia della città

«Sul tema “Città, sport e violenza” ragionava già James Hillman ai tempi di “Italia ‘90”. Partendo da un assunto: la prima preoccupazione di Edipo non riguardava la sfera familiare, ma era quella di salvare Tebe, la sua città». Il dott. Riccardo Mondo, psicanalista junghiano e fondatore dell’ Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica , «legge» così quello che è accaduto a Catania. «Dove il problema individuale – spiega – non può essere disgiunto da quello della città e la “malattia” dell’individuo da quella della città».
Ecco perché l’analisi di Riccardo Mondo non può che essere assolutamente duplice: da un lato i ragazzi violenti, dall’altro la città violenta e violata. «Mi ha molto colpito – spiega – nell’intervista al capo della Squadra mobile Signer l’affermazione che fra i genitori dei 70 ragazzi fermati non c’è ne sia stato uno che, prima di giustificare il figlio, gli abbia dato una “timpulata” per quello che aveva fatto».
E questo che segnale è? «È il segnale che a essere in crisi non sono soltanto i figli, ma anche i genitori. Soprattutto perché in questo caso la violenza è stata rivolta alle forze dell’ordine, ai custodi della civiltà, che svolgono o dovrebbero svolgere nella città una funzione genitoriale. C’è stata un’orda barbarica, insomma, quel giorno in piazza Spedini. Ma i barbari non vengono dal nulla, ma sono stati “educati” dalla famiglia e dalla società per divenire tali. Il barbaro attacca la civiltà nella quale non si riconosce e i rituali che non accetta come suoi».
Come sono questi “barbari”?
«In un libro li definisco “preistorico-tecnologici”. I giovani sono regrediti a uno stadio preistorico, cioè non hanno storia alle spalle, e vivono per il soddisfacimento dei loro bisogni. Ma non avendo, al contrario degli uomini preistorici alcun contatto con la Natura, soddisfano i loro bisogni in modo virtuale attraverso il cellulare, il pc, eccetera e questo non dà loro il senso del limite umano. E se si sospende la loro possibilità di fruire in modo piacevole del mondo, “impazziscono”. Ecco perché colpisce l’assenza della “timpulata”. Colpisce perché questi genitori non hanno avviato una riflessione sul loro progetto educativo per capire se, dove e come hanno sbagliato. Anche perché i genitori dimenticano spesso che l’obiettivo primario per un figlio è farne un buon cittadino. E un buon cittadino non può vivere nel paradiso terrestre e godere all’infinito…».
Quali sono gli interrogativi che si dovrebbe porre un genitore?
«Per esempio, quale spazio di convivialità hanno i ragazzi dentro e fuori casa. Come stanno a casa? Come mangiano a tavola? Come comunicano? Meno si comunica e più si lascia spazio all’azione, alla rabbia. Laddove manca la convivialità, la possibilità di confrontarsi, di raccontarsi, là aumenta la barbarie».
Dunque, è l’assenza di comunicazione a portare ad azioni violente?
«Questo accade in una città violenta e violata come la nostra dove non ci sono spazi significativi di incontro e di confronto». In che senso? «La città è un luogo in cui gli individui si dovrebbero incontrare, passeggiare, chiacchierare, stare bene. Catania invece è sempre meno una città a misura di chi passeggia. Non passeggiamo più, camminiamo in fretta fra le auto: non ci sono più marciapiedi. Il marciapiede, vede, è la maggiore espressione di civiltà di una città perché il marciapiede è lo spazio dove l’individuo cammina e nel frattempo lascia tempo al pensiero, alle idee. In via Morosoli ad esempio, a due passi dal Giardino Bellini il marciapiedi è costantemente violato e soppresso dalle auto. Nessun pedone lo usa più e laddove i marciapiedi diventano sempre meno usati, sempre più la criminalità aumenta. E mentre si passeggia sempre meno, si sta sempre più nei bunker-auto a sviluppare rabbia e aggressività». Una situazione al quale il catanese è abituato… «Sì, come è abituato alle centinaia di ambulanti abusivi, extracomunitari e non, che esercitano il commercio a pochi metri dai negozianti che pagano le tasse. O all’assalto spesso violento che subiamo ai semafori. O alla violenza quotidiana delle auto in seconda fila che restringono sempre più gli spazi urbani. O alla movida del centro storico che violenta gli spazi dei residenti. O alla sporcizia, all’incuria delle strade che è un atto aggressivo e di negligenza nei confronti di uno spazio che non si ama più».
Se questa è la diagnosi, quale può essere la cura?
Il ruolo fondamentale è quello del vigile urbano e del tutore dell’ordine in generale. Proprio per la loro funzione genitoriale nei confronti della città. La sua diventa una figura morale di riferimento se svolge sempre bene il suo compito. Se invece, il vigile si volta dall’altra parte, a fronte di una violazione delle norme, i cittadini non acquisiranno un codice interno. I genitori devono scontrarsi con i ragazzi, ma bisogna avere certezza delle regole e delle pene. E i vigili, i poliziotti devono fare rispettare una norma sempre. Dal divieto di sosta alla mancanza del casco, al pagamento delle tasse, eccetera. Sennò, il giovane che passa e osserva, interiorizza che la nostra è una città senza regole. Perché noi come gli animali, apprendiamo dalla percezione prima che dalla lezione. Ci possono essere mille conferenze sulla legalità a scuola, ma se poi il ragazzo esce e vede che non multano tutti coloro che non hanno il casco, il messaggio è che nella nostra città le regole sono all’acqua di rose».
Un consiglio a chi ci amministra?
«Premesso che la violenza non può essere eliminata, ma arginata e convogliata, non servono misure drastiche, che nascono dall’impotenza. Piuttosto, a Catania come in altre realtà metropolitane lo sguardo dell’uomo deve posarsi prima su di sé. Non ci sono soluzioni uguali per tutti, ma ci sono soluzioni individuali e soprattutto soluzioni per quel luogo. Soprattutto ci vuole continuità. E concretezza. Gli amministratori girino a piedi la città. E comprenderanno».

Rossella Jannello

da “La Sicilia” del 25 febbraio 2007

sabato 13 gennaio 2007

Seminario: "La storia di Sabina Spielrein"


Venerdì 12 gennaio 2007 alle ore 19,30

Introduzione di Riccardo Mondo

Relazione di Daniele Borinato

Dibattito

Via Morosoli, 4 – Catania

Per informazioni: 349 2250017

domenica 1 ottobre 2006

Gli 80 anni di Hillman a Catania


Nella primavera siciliana, ancora instabile ed imprevedibile, dentro la cornice barocca di una città vulcanica , focosa e nera come Catania, in una terrazza affacciata sulle cupole del centro storico tra le quali scorgere in lontananza il mare, un magnifico vecchio proveniente dall’altra parte dell’oceano, insieme alla sua famiglia molto americana , si è lasciato festeggiare, corteggiare, applaudire in occasione dei suoi 80 anni. I suoi appassionati cultori, studiosi, ammiratori non gli hanno risparmiato nulla del classico rituale di ogni ragguardevole compleanno: doni, ospitalità, banchetto e canto propiziatorio perché effettivamente lui, ad ottant’anni, è veramente un bravo, bravo ragazzo.
La festa, organizzata in suo onore dall’ Associazione culturale Crocevia, è cominciata nel primo pomeriggio quando, nell’aula dei Benedettini dove già una volta la nostra città aveva avuto il piacere di ascoltarlo, una folla di estimatori si è numerosamente raccolta per incontrarlo ancora, ascoltarlo ancora. Anche se, questa volta, è stato lui ad ascoltare i presenti e non 
senza una certa delusione da parte di chi si aspettava dal grande vecchio altri stimoli, altre emozioni, altre imprevedibili considerazioni. Invece Lui, con ineffabile sorriso, a metà tra il compiaciuto e il meravigliato, un po’ stupito un po’ divertito, ha accolto le manifestazioni di quanti hanno voluto esprimergli il riconoscimento del suo lavoro, della sua opera, della sua intelligenza: Riccardo Mondo, innanzi tutto, artefice dell’incontro; il Sindaco di Catania che, con l’ufficiale banda tricolore ha salutato l’evento nella consapevolezza dell’importanza dello stesso per la sua città; incontro che fra l’altro – come preannunciato in quella medesima occasione – segna la nascita del nuovoIstituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica il cui Presidente Onorario è proprio James Hillman.

E poi gli altri, studiosi, lettori del mondo psicologico e analitico come di altre discipline che, a partire dal nostro presidente Fulvio Giardina hanno voluto sottolineare il grande contributo che l’opera hillmaniana ha fornito alla contemporanea comunità degli psicologi, attraverso la potenza delle sue immagini e l’acutezza della sua critica.
Luciano Perez, psicologo analista del Cipa, ne ha richiamato l’importanza per la continuazione e la riflessione sull’opera del grande Maestro, dal cui terreno si inoltra innovativamente un pensiero libero da schemi preordinati, ma che affonda nel cuore della complessità junghiana, irritando spesso i suoi seguaci più ortodossi, e contemporaneamente incantandoli. In questa festa nella ex Magna Grecia, così viva nelle opere di questo autore, con i suoi dei e le sue mitiche figure, non è mancata nemmeno la lingua originaria, il greco antico per l’appunto, che Lucia Arsì – umanista socia di Crocevia, ha voluto richiamare leggendo in lingua alcuni brani scelti da Epicarmo, Plotino , ed altri ancora.
Non sono mancati gli illustri assenti, come Franco Battiato, autore di un ormai noto ritratto di James Hillman, che, atteso fino all’ultimo al dibattito, non ha rinunciato più tardi a porgergli i saluti brindando insieme a lui al valore dell’arte e alla libertà della conoscenza.

Le conclusioni di questo particolarissimo incontro le ha tirate Luigi Turinese, medico omeopata e psicologo analista dell’Aipa, curatore insieme a Riccardo Mondo del più volte citato Caro Hillman: uno dei due gentiluomini siciliani che con la cornucopia carica di doni ha contribuito a tessere questo legame affettivo e culturale capace di superare l’oceano, le distanze geografiche e storiche, gli steccati ideologici, per riportare qui tra noi il più attuale e anticonformista cantore dell’Olimpo.

Lilia Di Rosa

Pubblicato in Psicologi & Psicologia in Sicilia, anno IX, n° 4, ottobre 2006