SEMINARI DI PSICOLOGIA DEL PROFONDO IL SETTING NELLE PSICOSI con Magda Di Renzo e Riccardo Mondo 13 dicembre 2014 ore 9,00 Palermo Iscrizioni cipa.meridionale@yahoo.it tel. 3664612958 vedi Seminari CIPA 2014 - 2015
Nei giorni 28
e 29 Marzo, ad una settimana dall’equinozio di primavera, si sono svolte le due
giornate sull’ Ars Hillmaniana inspirate a ‘Il codice dell’Anima’ ,
condotte da Riccardo Mondo e Claudio Widmann, e che hanno visto protagonista il
gruppo di studio dell’ IMPA all’interno di una cornice sperimentale, sotto forma di un
laboratorio esperienziale. Lo spazio che ci accoglieva era l’Aula Magna del
liceo scientifico Boggio Lera di Catania, (che ormai gentilmente ospita le
nostre iniziative da più di un anno) allestito in un circolo di sedie
contornate da una particolare istallazione, realizzata dagli architetti Giulia
Di Natale e Claudio Montaudo, che permetteva agli astanti di fare già
esperienza di un cerchio simbolico delimitato da tanti pannelli di carta
sospesi da invisibili fili a raggiera, creando un percorso ‘concentrico’ e
tortuoso per poter prendere posto. Quasi a indicare che la strada per esplorare il
proprio codice interno e trovare il proprio daimon, necessiti di una
circumambulatio attorno a segni e significati via via sempre più interni. Il laboratorio è stato introdotto dal suggestivo
video diMarisa Capace, che ha interpretato artisticamente il tema hillmaniano e
che ormai è una tradizionale ‘sigla’ di ogni evento firmato dall’IMPA. Il testo di Hillman è stato stavolta ‘squadernato’
nei dieci capitoli, ciascuno declinato in chiave clinico-narrativa da dieci di
noi, soci dell’Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica, che sono stati
amplificati poi da Widmann e da Mondo come in una danza dialogante tra l’Io e
il molteplice interno, le cui voci si infittiscono talvolta confondendo e altre
volte aprendo nuove visuali. Per la prima volta, inoltre, in questo
‘laboratorio analitico di gruppo’, si è integrata la psiche ai sensi. Infatti,
il clima delle due giornate è stato ‘riscaldato’ anche dai suoni non
convenzionali di strumenti inusuali del musicista Luca Recupero che ha
suggerito con le vibrazioni del marranzano e del didjeridoo, un mosaico
immaginale di gruppo che è stato condiviso come feedback finale. Silvia Alaimo
Il centro di un gruppo sociale è sempre un simbolo
religioso e la cerimonia è un gioco simbolico (Jung “Analisi dei Sogni” ). Ci colpisce molto che una considerazione di tale
ampio respiro sia esplicitata tra le righe di un seminario sul metodo
dell’analisi dei sogni … ci colpisce e anche ci ispira! I due giorni che l’Impa ha dedicato al “Codice
dell’Anima” di James Hillman hanno rappresentato il tentativo (speriamo ben
riuscito) di esportare dinanzi ad un auditorio pubblico, l’esperienza di lavoro
di un ristretto numero di psicoterapeuti, il quale su sollecitazione di
Riccardo Mondo, ormai da anni, si dedica all’approfondimento clinico/metodologico
del fecondo pensiero immaginale di J. Hillman. Il “Codice dell’Anima” ha venduto 400.000 copie …
una sorta di best seller sulla psiche che magari, proprio in virtù dell’enorme
successo editoriale, ha anche suscitato in una corposa fetta di specialisti del
settore, una certa diffidenza circa il suo valore clinico; nei fatti, non molti
si sono cimentati in una verifica empirico/metodologica delle asserzioni
contenute in questo straordinario testo. Il gruppo IMPA ci ha creduto, non senza riserve …
fecondi dubbi, però, che hanno spinto Riccardo Mondoa ritenere utile un
confronto sul metodo clinico ispirato alla psicologia archetipica, al di fuori
dell’IMPA, in presenza di un secondo supervisore, un ospite d’eccezione, il
dott.Claudio Widmann. Il principio di condivisione ha rappresentato,
dunque, il movente principale del seminario sul “Codice dell’Anima”,
all’interno del quale diversi psicoterapeuti hanno presentato il loro metodo di
lavoro attraverso alcune narrazioni cliniche. Nell’aula magna del liceo Boggio Lera, abbiamo
trovato sessanta sedie disposte in modo circolare, attorniate da lunghi
decorati pannelli di carta, i quali in sequenza parevano rappresentare una
protezione (il temenos), volta a conferire allo spazio la sacralità che è necessaria
ogni qual volta si intenda parlare pubblicamente dell’umana sofferenza, in
questo caso di quella psichica … e se questo non fosse bastato a garantire il
rispetto per le storie cliniche narrate, al resto ha pensato il dott. Widmann,
il quale, chiamato a commentarle, lo ha fatto senza mai entrare nella
specificità dei singoli casi, bensì offrendo a propria volta racconti a
carattere amplificatorio, storie mitiche, senza tempo e senza spazio, ma che
magicamente hanno echeggiato i campi archetipici costellati da ogni singolo
caso. L’analista cantastorie ha permesso, insomma, una
revisione immaginale del modo d’intendere la patologia e la cura. Condivisione, sacralità dello spazio, pensiero
immaginale, idea metodo della cura sono stati gli ingredienti fondamentali del
seminario IMPA e ad essi vorremmo aggiungere l’aspirazione verso una conoscenza
in grado di confluire in quel, ben più vasto, flusso sapienziale alimentato
dalla consapevolezza d’essere tutti parte di un processo culturale e nel
contempo ciascuno da solo insufficiente al dispiegamento dello stesso. In questo senso può intendersi la migrazione di
sabato pomeriggio, dei partecipanti al seminario Impa presso le Terme della
Rotonda, dove si è tenuto l’evento “Spazio sacro/Spazio della cura” , un
incontro formativo promosso dal CIPA in collaborazione con il Dipartimento dei
Beni Culturali. Una sorta di gemellaggio, dunque, che ha inteso proporre
l’interculturalità quale valore aggregante e numinoso in virtù del quale
celebrare il simbolismo dell’Anima. Fabrizia Vinci
Narrazioni cliniche ed immaginali 28-29 Marzo 2014 – Catania Riccardo Mondo e Claudio Widmann Interventi di: Raffaella Bonforte Giuseppe Castagnola Giusy Polizzi Salvo Pollicina Giusy Porzio Mario Tambone Reyes Antonella Russo Alfonso SottileFabrizia Vinci Silvia Alaimo
Per quanto il sogno possa appartenere anche alla vita diurna nel suo fare riferimento alla capacità immaginativa della mente, è nella notte che la vita onirica ci trasporta in territori sconosciuti o sepolti, dimenticati o mai esistiti, facendo di ognuno di noi il viaggiatore smarrito di un territorio straniero del quale al risveglio riportiamo solo qualche frammento. Proprio per questo la vita parallela nella quale ogni notte ci avventuriamo, ha da sempre affascinato gli studiosi di ogni tempo, filosofi e scienziati, ma anche artisti e poeti, tutti potentemente attratti dalla inafferrabilità di questa dimensione così naturale, così spontanea, eppure così inafferrabile, trasgressiva, provocatoria. Se tutti sogniamo, così come i bambini e, pare, anche gli animali , è molto difficile avere un rapporto con le immagini del sogno, non solo nel senso della scarsa comprensibilità delle stesse, ma ancora di più della capacità di conservarle nella memoria, e della difficoltà di comunicarle. Il linguaggio stesso ci appare inadeguato per la sua narrazione, la logica non ci aiuta a inserirlo nelle categorie che conosciamo, il tempo ci appare del tutto incongruo rispetto a quello cui siamo abituati. Ma allora, cosa riportiamo del sogno? Cosa ricordiamo di ciò che in esso abbiamo vissuto, cosa ha a che fare con la nostra vita del giorno? Di questo converseremo venerdì con Riccardo Mondo, psicologo analista junghiano, al Caffè psicologico di Contanimare.