sabato 22 marzo 2014

Il Caffè Psicologico - SEMINARIO DI Riccardo Mondo: La Naturale Arte del Sognare








LA NATURALE ARTE DEL SOGNARE

con Riccardo Mondo


4 Aprile 2014 




Per quanto il sogno possa appartenere anche alla vita diurna nel suo fare riferimento alla capacità immaginativa della mente, è nella notte che la vita onirica ci trasporta in territori sconosciuti o sepolti, dimenticati o mai esistiti, facendo di ognuno di noi il viaggiatore smarrito di un territorio straniero del quale al risveglio riportiamo solo qualche frammento. Proprio per questo la vita parallela nella quale ogni notte ci avventuriamo, ha da sempre affascinato gli studiosi di ogni tempo, filosofi e scienziati, ma anche artisti e poeti, tutti potentemente attratti dalla inafferrabilità di questa dimensione così naturale, così spontanea, eppure così inafferrabile, trasgressiva, provocatoria. Se tutti sogniamo, così come i bambini e, pare, anche gli animali , è molto difficile avere un rapporto con le immagini del sogno, non solo nel senso della scarsa comprensibilità delle stesse, ma ancora di più della capacità di conservarle nella memoria, e della difficoltà di comunicarle.
Il linguaggio stesso ci appare inadeguato per la sua narrazione, la logica non ci aiuta a inserirlo nelle categorie che conosciamo, il tempo ci appare del tutto incongruo rispetto a quello cui siamo abituati. Ma allora, cosa riportiamo del sogno? Cosa ricordiamo di ciò che in esso abbiamo vissuto, cosa ha a che fare con la nostra vita del giorno? 



Di questo converseremo venerdì con Riccardo Mondo, psicologo analista junghiano, al Caffè psicologico di Contanimare.



da www.herborarium.com

sabato 15 marzo 2014

Narrazioni e commenti su 'Nei luoghi del fare anima' di Riccardo Mondo





Dentro la stanza dell’analisi: voci a confronto




Interventi di


Silvia Alaimo, psicologa e psicoterapeuta di orientamento gestalt-analitico, socio IMPA

Giuseppe Castagnola, psichiatra, psicoterapeuta, responsabile Sert di Paternò e CT3, CIPA, socio IMPA

Salvo Pollicina, neuropsichiatra infantile P.O. di Acireale,psicoterapeuta, CIPA, vicepresidente IMPA


Sarà presente l’autore del libro






venerdì 11 ottobre 2013

PRESENTAZIONE NEI LUOGHI DEL FARE ANIMA - CIPA ISTITUTO DI ROMA -



 testata





                      ANGOLO DEI LIBRI

                 Riccardo Mondo, Nei luoghi del fare anima,

Presentano: Bianca Gallerano e Franco Livorsi                      
Coordina l’incontro: Antonella Adorisio





sabato 3 agosto 2013

Recensione del libro Sogno Arcano



Sono uscita di recente dalla lettura di un nuovo libro sul sogno Sogno Arcano di Riccardo Mondo e Rossella Jannello (ed. La Parola) ... Non ho letto solo un saggio, ho letto la storia di una proficua amicizia, quella tra due mondi, il Sogno e gli Arcani dei tarocchi, che si incontrano grazie a... una semplice intervista. Rossella Jannello, giornalista del quotidiano La Sicilia, counselor ed esperta di Tarocchi, intervista Riccardo Mondo, psicoanalista junghiano, docente, fra le altre cose, di Psicologia del sogno. "All'inizio è stato come un sogno" dichiarano i due Autori: i ventidue Arcani Maggiori e le immagini oniriche si guardano negli occhi, sanno già di avere diversi punti in comune: il linguaggio, quello della metafora, illuminante ed enigmatica al contempo; il substrato simbolico e archetipico in cui affondano le radici; in una qualche misura la sorte, che li vede strumenti ora dell'arte divinatoria, ora della psicologia del profondo...

Possono dunque comprendersi reciprocamente molto bene, ma possono anche reciprocamente sostenersi ed arricchirsi, in modo particolare attraverso quella tecnica tipicamente junghiana che, per penetrarne sempre di più il mistero, amplia il sogno con ulteriori immagini, pescate principalmente dal collettivo. Nasce così sul periodico "Vivere" una rubrica in cui i lettori raccontano i loro sogni, Mondo li commenta, li cala e contestualizza nella vita del sognatore, Jannello vi abbina un Arcano svelandone le connessioni... Le immagini oniriche, individuali e mutevoli, si incontrano con quelle, stabili e condivise, delle antiche carte, in una danza "erotica", vale a dire feconda e creatrice di nuovi scorci. E' come se il sogno continuasse, se ne moltiplicasse lo splendore caleidoscopico nel cogliere il significante nell'apparente insignificante, la stretta logica nell'apparente illogicità: il sistema di analogie crea attorno a sé il riverbero di un essenza sottostante, che diventa così possibile sentire e scorgere.
La rubrica riscontra un notevole successo. E da qui a pensare di dar vita a un libro, con la rielaborazione del materiale e dell'esperienza, il passo è breve. Nasce così Sogno Arcano, che già dal titolo rivela la sua natura "magica": due sostantivi autonomi che, insieme, svelano e rivelano più nature lessicali, più significati. Non l'ennesimo libro sul sogno, ma un raro libro in cui non si parla del sogno, ma ci si va dentro, lo si vive, lo si tocca, potendo così iniziare a prendere confidenza con esso e il suo linguaggio.
Cito gli autori: "Poteva essere utilmente fruita l'esperienza del sogno da chi non frequenta la stanza della terapia?" E come sono spesso trattati i sogni dalla comunicazione di massa? Così abbiamo cominciato a leggere e a notare, scoprendo che spesso l'argomento mondo onirico era liquidato con banalizzazioni semi-divinatorie e consigli finali sulla vita quotidiana, o, all'estremo opposto, con elevate speculazioni dottrinali poco utili al lettore e alle sue domande. Ci siamo mossi fra questi due punti cercando soprattutto di accompagnare il lettore fra i meandri del sogno per farlo riflettere sui messaggi simbolici del suo inconscio". Quanto ho apprezzato questo prendersi la briga e l'onore di accompagnare, indurre riflessioni, stimolare sia la mente, sia il cuore, prendere per mano... In una parola educare. Perché penso che siamo ancora lontani dall'essere educati ad una sana relazione con la nostra attività onirica e immaginativa, con non poco danno per una fertile relazione con noi stessi. Dopo la dose massiccia di razionalismo e meccanicismo, che ha visto l'occidente relegare tutto il non scientificamente comprovabile in un mondo di serie B; nonostante Freud, Jung e tutti i loro colleghi, che nel secolo scorso hanno visto, rivisto, valutato e rivalutato l'importanza del fenomeno sogno nella vita intrapsichica della persona; nonostante la New Age, che ha riportato l'attenzione al soggetto più che all'oggetto e al valore delle declassate discipline non-scientifiche; ecco, nonostante tutto, ancora oggi il "sognatore comune", colui cioè che non fa parte di una cerchia di "cultori della materia", è perduto, è solo... La domanda "che cosa mai vorrà dire?"... Questa "sacra" domanda che "costringe" a volger lo sguardo da fuori a dentro, pronunciata nel'intimità di se stessi davanti alle indecifrabili immagini, nella stragrande maggioranza dei casi rimane senza risposta. Ecco che l'operazione intrinsecamente didattica degli autori, non teorizzando un procedimento, ma attuandolo, offre una possibilità, una mappa per orientarsi in un territorio sconosciuto; certo disegnata dalla loro sensibilità e dalla loro preparazione, quindi una delle tante possibili, ma non per questo meno valida. [A mio sapere, l'unico altro "luogo" in cui, con le dovute differenze teoriche e contestuali, il sogno viene trattato allo stesso modo è, oltre il percorso di formazione in counseling Voice Dialogue, la Stanza dei Sogni dell'Istituto Innerteam]
Strutturalmente la suddivisione della raccolta di sogni in otto macroaree, che rende possibile seguire il lavoro degli autori attorno a temi universali quali la madre, il corpo, la casa, il tempo etc.; la presenza in appendice di alcuni dati statistici sui sognatori e un questionario, a cui è possibile rispondere partecipando ad una raccolta di dati; nonché il linguaggio fruibile e godibile, contribuiscono a rendere il libro prezioso sia per chi voglia approfondire la conoscenza del sogno, sia per chi a questo misterioso mondo si avvicina per la prima volta.
Federica Vignoli
Counselor relazionale Voice Dialogue
Moderatrice della Stanza dei Sogni. Questo ruolo prevede attività di supervisione e formulazione di feedback nella già citata Stanza dei Sogni, il forum del sito di Innerteam, in cui, chiunque lo desideri, può pubbllicare un suo sogno e riceverne commenti, oppure commentare il sogno di altri. Tutto nel rispetto dei principi teorico-pratici con cui la Teoria della Psicologia dei Sé il Voice Dialogue leggono il sogno.




Recensione di Federica Vignoli da 
innerteam.it

sabato 25 maggio 2013

Mitologie della psiche 'Mysterium coniunctionis'

Mysterium coniunctionis rappresenta la conclusione del confronto tra l’alchimia e la mia psicologia. In esso […] seguii innanzitutto il mio intento originario di rappresentare l’intera sfera dell’alchimia come una specie di psicologia del profondo. Nel Mysterium coniunctionis la mia psicologia otteneva il suo posto nella realtà ed era stabilita sulle sue fondamenta storiche. Così il mio compito era adempiuto, la mia opera terminata, e ora può durare.”
 Carl Gustav Jung

































9.30 Moderatore Riccardo Mondo

9.40 Introduzione Salvo Pollicina

10.00 Proiezione del docufilm Mysterium-Una preghiera poetica-Testimonianze sulla coniunctio corpo/spirito di Antonella Adorisio 

11.30-11.50 Intervista all’Autrice

11.50-12.10 Amplificazioni immaginali
                   di Silvia Alaimo e Raffaella Bonforte

12.10-12.30 Dibattito e conclusioni
                                
                           Ingresso libero

RELATORI:

Riccardo Mondo: Presidente IMPA, Psicologo Analista, didatta CIPA, saggista (Catania)


Salvo Pollicina: Medico, Neuropsichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza, Psicoterapeuta junghiano, Socio IMPA(Catania)

Antonella Adorisio: Psicologa Analista, Docente e Supervisore CIPA-IAAP, Docente di Movimento Autentico in ambito internazionale, Saggista e Film-maker, Danzamovimentoterapeuta ATI-APID (Roma)

Silvia Alaimo: Psicologa e Psicoterapeuta, Socio IMPA (Catania).

Raffaella Bonforte: Psicologa, Psicoterapeuta dell’infanzia e dell’adolescenza, Esperta in Sandplay Therapy, Socio IMPA (Catania)



sabato 23 marzo 2013

Video e Report del I seminario di Ars Hillmaniana



L’Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica ha organizzato a Catania il 23 marzo presso l’aula magna dell’Istituto Boggio Lera il 1° seminario “Psicoanalisi e comunità Il paziente come cittadino”, dedicato al pensiero e all’opera di James Hillman , uno dei più grandi psicologi contemporanei, che dell’Istituto Mediterraneo è stato Presidente onorario.
All’apertura dei lavori il dr Riccardo Mondo, in qualità di moderatore e di presidente dell’IMPA, ha spiegato che con questo primo seminario si apre un ciclo di incontri dal titolo “Ars Hillmaniana”, che si prefigge di approfondire il pensiero e l’opera del grande Maestro, attraverso il confronto e la partecipazione di studiosi nazionali e internazionali. 

Ma chi è James Hillman?

Si racconta che Anna Magnani, al truccatore che la stava preparando per la scena di un film, abbia esclamato: “ Non mi togliere neppure una ruga. Le ho pagate tutte care “. Per questa grande interprete del cinema neorealista del dopo guerra, lo stare nel mondo e le numerose stratificazioni che il tempo vissuto aveva sedimentato sul suo volto, non rappresentavano un inestetismo da occultare. 

Allo stesso modo, James Hillman teorizzava, in ambito psicologico, che le piccole-grandi ferite, le conseguenti cicatrici, le rugosità della nostra anima non andavano cancellate, giacché costituivano un oriente, una mappa individuale e simbolica che il mondo continuamente traccia in noi; rappresentavano il necessario ordito su cui tessere ogni nostra trama narrativa, nella stanza d’analisi come nel teatro della vita.
Egli aggiungeva che ciò vale per il paziente ma altrettanto per il terapeuta, il quale per poter guarire dovrà lui stesso sperimentare e trarre insegnamenti dalle proprie ferite, come il mitico Chirone, maestro di Aslepio il dio della medicina, ferito da una freccia avvelenata dal sangue dell’Idra.

Ma la riflessione hillmaniana si è spinta ancora oltre ed in modo singolare negli anni della sua maturità. 
Nel suo libro‘Cento anni di psicoterapia e il mondo va sempre peggio’James Hillman spiegò come la psicoanalisi, avendo dato grande enfasi all’infanzia e alla relazione paziente-analista, avesse poi finito per lasciare il mondo fuori dal rapporto terapeutico.
Scrive Hillman: “ Nel 1980 a Firenze parlai a Palazzo Vecchio del “ritorno della psiche nel mondo”.Il rapporto psichico non è solo tra due persone, ma tra le persone e tutte le cose. Se parliamo dell’uomo, non possiamo dimenticarci delle cose in cui si esprime, architettura, traffico, pittura, letteratura, politica, agricoltura, ambiente, eccetera: insomma la psiche nel mondo. Il mondo è clinica.” 
 Questo primo seminario dal titolo “Psicoanalisi e comunità Il paziente come cittadino”, è stato organizzato con l’intenzione di approfondire questa singolare svolta nel pensiero hillmaniano. 

Relatore principale è stato il prof. Franco Livorsiordinario dell’Università di Milano e socio onorario delCIPA; lo stesso che nel pomeriggio di venerdì aveva presentato presso la libreria Feltrinelli il suo ultimo libro“L’avventura di Jung” e pubblicamente dichiarato le sue antiche origini siciliane.
E proprio il confronto fra Jung e Hillman ha caratterizzato la densa relazione del prof. Livorsi, che si è dipanata all’interno dell’ articolata cornice con la quale il dr Mario Tambone Reyes ha introdotto il tema del seminario. Livorsi tracciando una simbolica croce, ha assimilato Jung all’asse verticale che unisce Spirito e Materia e tende all’Uno, e Hillman all’asse orizzontale, che promuove e mantiene la Molteplicità, favorendo in tal modo il ritorno della psiche nel mondo.
La mattinata è proseguita con tre amplificazioni immaginali. 
Con la prima siamo passati per la “Badiazza”, un raro e affascinante esempio di chiesa fortezza normanna, ferita da anni di oblio, abbandono e incuria, dove abbiamo avvertito il ri-animarsi del “luogo ritrovato”; ritrovato grazie ad un gesto, una risposta estetica promossa dal Dr Matteo Allone, che recupera quel sentimento sociale che consente di immaginare se stessi come cittadini,(…) in cui l’attrazione per l’interiorità si manifesterà necessariamente come attrazione per l’esteriorità(1).
Oscillando tra interno ed esterno, come su un immaginario nastro di Moebius, ci siamo ritrovati a percorrere con la dott.ssa Antonella Russo le vie di una città immaginaria, ascoltando le risonanze psichiche di una singolare toponomastica.
E cosa poteva esserci di meglio, alla fine di questa varia, insolita passeggiata, del fantasioso desco apparecchiato per noi dal dott. Biagio Salmeri a partire dalla “Cucina del Dr Freud”? Abbiamo assaporato i peculiari sapori di un racconto variamente impastato con sinestesica “gustosità” e sottigliezza verbale, nella sua essenza, genuinamente hillmaniano.

VIDEO E REPORT PRIMO SEMINARIO DI ARS HILLMANIANA . PSICOANALISI E COMUNITA'.





ARS HILLMANIANA
Psicoanalisi e Comunità.
L’Istituto Mediterraneo di Psicologia Archetipica ha organizzato a Catania il 23 marzo presso l’aula magna dell’Istituto Boggio Lera il 1° seminario “Psicoanalisi e comunità Il paziente come cittadino”, dedicato al pensiero e all’opera di James Hillman , uno dei più grandi psicologi contemporanei, che dell’Istituto Mediterraneo è stato Presidente onorario.
All’apertura dei lavori il dr Riccardo Mondo, in qualità di moderatore e di presidente dell’IMPA, ha spiegato che con questo primo seminario si apre un ciclo di incontri dal titolo “Ars Hillmaniana”, che si prefigge di approfondire il pensiero e l’opera del grande Maestro, attraverso il confronto e la partecipazione di studiosi nazionali e internazionali.
Ma chi è James Hillman?
Si racconta che Anna Magnani, al truccatore che la stava preparando per la scena di un film, abbia esclamato: “ Non mi togliere neppure una ruga. Le ho pagate tutte care “. Per questa grande interprete del cinema neorealista del dopo guerra, lo stare nel mondo e le numerose stratificazioni che il tempo vissuto aveva sedimentato sul suo volto, non rappresentavano un inestetismo da occultare.
Allo stesso modo, James Hillman teorizzava, in ambito psicologico, che le piccole-grandi ferite, le conseguenti cicatrici, le rugosità della nostra anima non andavano cancellate, giacché costituivano un oriente, una mappa individuale e simbolica che il mondo continuamente traccia in noi; rappresentavano il necessario ordito su cui tessere ogni nostra trama narrativa, nella stanza d’analisi come nel teatro della vita.
Egli aggiungeva che ciò vale per il paziente ma altrettanto per il terapeuta, il quale per poter guarire dovrà lui stesso sperimentare e trarre insegnamenti dalle proprie ferite, come il mitico Chirone, maestro di Aslepio il dio della medicina, ferito da una freccia avvelenata dal sangue dell’Idra.
Ma la riflessione hillmaniana si è spinta ancora oltre ed in modo singolare negli anni della sua maturità. Nel suo libro‘Cento anni di psicoterapia e il mondo va sempre peggio’James Hillman spiegò come la psicoanalisi, avendo dato grande enfasi all’infanzia e alla relazione paziente-analista, avesse poi finito per lasciare il mondo fuori dal rapporto terapeutico.
Scrive Hillman: “ Nel 1980 a Firenze parlai a Palazzo Vecchio del “ritorno della psiche nel mondo”.Il rapporto psichico non è solo tra due persone, ma tra le persone e tutte le cose. Se parliamo dell’uomo, non possiamo dimenticarci delle cose in cui si esprime, architettura, traffico, pittura, letteratura, politica, agricoltura, ambiente, eccetera: insomma la psiche nel mondo. Il mondo è clinica.”  Questo primo seminario dal titolo “Psicoanalisi e comunità Il paziente come cittadino”, è stato organizzato con l’intenzione di approfondire questa singolare svolta nel pensiero hillmaniano.
Relatore principale è stato il prof. Franco Livorsiordinario dell’Università di Milano e socio onorario delCIPA; lo stesso che nel pomeriggio di venerdì aveva presentato presso la libreria Feltrinelli il suo ultimo libro“L’avventura di Jung” e pubblicamente dichiarato le sue antiche origini siciliane.
E proprio il confronto fra Jung e Hillman ha caratterizzato la densa relazione del prof. Livorsi, che si è dipanata all’interno dell’ articolata cornice con la quale il dr Mario Tambone Reyes ha introdotto il tema del seminario. Livorsi tracciando una simbolica croce, ha assimilato Jung all’asse verticale che unisce Spirito e Materia e tende all’Uno, e Hillman all’asse orizzontale, che promuove e mantiene la Molteplicità, favorendo in tal modo il ritorno della psiche nel mondo.
La mattinata è proseguita con tre amplificazioni immaginali. Con la prima siamo passati per la “Badiazza”, un raro e affascinante esempio di chiesa fortezza normanna, ferita da anni di oblio, abbandono e incuria, dove abbiamo avvertito il ri-animarsi del “luogo ritrovato”; ritrovato grazie ad un gesto, una risposta estetica promossa dal Dr Matteo Allone, che recupera quel sentimento sociale che consente di immaginare se stessi come cittadini,(…) in cui l’attrazione per l’interiorità si manifesterà necessariamente come attrazione per l’esteriorità(1).
Oscillando tra interno ed esterno, come su un immaginario nastro di Moebius, ci siamo ritrovati a percorrere con la dott.ssa Antonella Russo le vie di una città immaginaria, ascoltando le risonanze psichiche di una singolare toponomastica.
E cosa poteva esserci di meglio, alla fine di questa varia, insolita passeggiata, del fantasioso desco apparecchiato per noi dal dott. Biagio Salmeri a partire dalla “Cucina del Dr Freud”? Abbiamo assaporato i peculiari sapori di un racconto variamente impastato con sinestesica “gustosità” e sottigliezza verbale, nella sua essenza, genuinamente hillmaniano.
Salvo Pollicina




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